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Allenamento della forza nel nuoto

2020.04.23 05:02 yohanix4u02 Allenamento della forza nel nuoto

Allenamento della forza nel nuoto
E possibile che sia uno degli sport in cui, appunto, il lavoro di forza suppone meno “allergie”, dico questo perche e ben noto a tutti i rifiuti di molti atleti di sport di resistenza, includere il lavoro di forza come parte della loro preparazione. Motivi? Ci sono miti eccessivi basati esclusivamente sulla conoscenza empirica e una mancanza di individualizzazione quando si tratta di proporre questo lavoro, non tutto va bene. L'uso improprio di questo lavoro portera a riflessioni errate al riguardo, correlando il tuo lavoro con prestazioni scadenti, una sensazione di pesantezza o persino la scusa perfetta per giustificare un infortunio. E totalmente sbagliato.
Le prove scientifiche attualmente esistenti pubblicate confermano cio che affermo, il lavoro di forza e necessario come parte della preparazione dei nostri atleti, la sua rilevanza dovrebbe essere delimitata in base alle specialita e alle distanze in ogni sport, ma cio che e piu che chiaro e il tuo beneficio. Pertanto, essendo la ragione di questa voce, anche il lavoro di forza nel nuoto sara decisivo in questo sport (caberlin).
Figura 1. Forse Mireia Belmonte e il suo allenatore, Fred Vergnoux, non stanno prendendo in considerazione l'idea di non allenare la forza nella loro preparazione. (fotografia raccolta su google)
ASPETTI GENERALI E PROVE.
Secondo Sánchez Medina (2014) alcuni di questi miti sarebbero:
? Allenamento della forza "ti rallenta."
? L'allenamento di forza e necessario solo negli sport con esigenze di forza elevata.
? La massima resistenza puo essere migliorata solo usando carichi elevati.
? La forza esplosiva e potenziata dall'allenamento con carichi leggeri ad alta velocita.
? I bambini non dovrebbero fare allenamento per la forza, poiche impedisce o ostacola la loro normale crescita.
? L'allenamento di forza e l'opposto dell'allenamento di potenza.
? La forza esplosiva e la stessa della potenza.
? E necessario allenarsi fino all'insufficienza muscolare per ottenere adattamenti maggiori e / o migliori.
? Devi correre lentamente per attivare maggiormente i muscoli.
? Devi "trasferimento" la forza acquisita in palestra facendo subito un altro esercizio specifico.
L'allenamento di forza e molto piu che lo sviluppo illimitato della massa muscolare ed e stato utilizzato cosi tanto dal bodybuilding o body building . Il bodybuilder non deve nuotare o nemmeno sollevare pesi il giorno della competizione; "Appena" posa e mostra se stessi. Sfortunatamente, il modello di allenamento per il bodybuilding ha e continua ad avere un'influenza sull'allenamento di forza classico. Questo e un errore poiche quasi nessun atleta dovrebbe mai allenarsi in questo modo. Allenarsi al solo scopo di sviluppare i muscoli al massimo "e relativamente" semplice. La cosa davvero complicata e raggiungere lo sviluppo ottimale della forza necessaria per ogni specialita e nuotatore in modo integrato con il resto della preparazione (tecnica, tattica, psicologica, ecc.)
La filosofia di " quanto di piu, meglio " e " nessun dolore nessun guadagno " ha danneggiato l'allenamento della forza razionale e ben pianificato dall'allenatore allenato, qualificato e responsabile per quello che fa in ogni sessione con i suoi atleti, quindi quello che e stato allenato in base alla chiamata, da parte mia, "Formazione scientifica", cioe il professionista che ha basato la sua formazione sui risultati della ricerca piu rilevante e recente nel campo della fisiologia dell'esercizio, della biomeccanica e dell'allenamento sportivo, dal punto di vista della reale applicazione pratica.
Alcune delle pubblicazioni piu significative che evidenziano l'uso e l'applicazione del lavoro di forza in generale sono:
FORMAZIONE ALLA FORZA PER PRESTAZIONI DI ENDURANCE 1 PER AAGARD & TRULS RAASTAD ENDURANCE TRAINING (ÍÑIGO MÚJICA)
L'allenamento combinato di resistenza e forza puo aumentare le prestazioni del primo oltre a quello dell'allenamento di resistenza isolato (Hoff et al., 1999; 2002; Støren et al., 2008; Rønnestad et al., 2011; Losnegard et al. , 2011; Aagaard et al., 2011). Migliora le prestazioni della maggior parte dei gesti e delle tecniche sportive. (Van Muijen et al 1992; Hoff e Almasbakk, 1995; Newton et al, 1999) In che modo questo lavoro influenza la resistenza? Migliora le prestazioni della resistenza di breve durata (rcd) e della resistenza di lunga durata (rld) nei seguenti fattori:
? Miglioramento dell'economia dell'esercizio (rcd e rld).
? Migliora la capacita anaerobica (rcd).
? Riduce o ritarda la fatica (rcd e rld).
? Migliora la velocita massima.
?
Figura 2 . L'importanza dell'inizio nei test di distanza piu brevi ha una rilevanza speciale. La forza registrata in questo inizio e correlata a quella eseguita in una valutazione come una CMJ? http://www.ugr.es/\~swimsci/SwimmingScience/page4/page16/page59/files/AETN\_05\_Salidas.pdf (foto raccolta su google)
Pallarés e Izquierdo (2011) dimostrano anche i suoi benefici, concentrandosi sulla formazione concorrente, dimostrando anche miglioramenti in:
? Efficienza ed economia, quindi, lo stesso costo energetico (VO2) per una maggiore produzione di lavoro (potenza e velocita di nuoto).
? Aumenti della corsa dovuti a miglioramenti della forza applicata.
? Stessa forza applicata con meno massa muscolare.
? Riduzione della frequenza di ciclo per la stessa velocita: produce un aumento della fase di recupero tra i cicli.
? Massimi miglioramenti delle prestazioni senza modifiche a VO2max.
Prevenzione degli infortuni (Heidt et al, 2000; Askling et al 2003; Olsen et al, 2005). Qui e difficile trovare consenso e vorrei lasciare questa affermazione, pertanto "tra parentesi" non esiste uno studio scientifico che abbia dimostrato la relazione diretta e causale dell'allenamento della forza con una minore incidenza di lesioni negli atleti di sport di resistenza, se del caso a causa di uso eccessivo o sovrallenamento, associato ad affaticamento fisico e mentale, come atletica e triathlon http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20145559http://www.ncbi.nlm.nih. gov / pubmed / 20145559quindi la pertinenza di quanto sopra in termini di miglioramento delle prestazioni, poiche non superando l'esposizione o il volume (maggiore rischio di uso eccessivo, sovrallenamento) del lavoro, il lavoro di forza ci aiuterebbe a "compensare" questa assenza e ridurre indirettamente il rischio di lesioni, cio e correlato al fatto che il lavoro forzato previene gli infortuni? In parte si, ma non direttamente ed esaustivamente.
Conoscere il meccanismo della lesione, comprendere il fenomeno della lesione mi permettera di essere in grado di selezionare e progettare programmi preventivi efficienti ed efficaci. Farlo per mezzo di ricette non sara solo inutile, ma il rischio di lesioni continuera. Uno degli studi piu interessanti al riguardo e quello di http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1941297/Sono stati valutati 15 sport dei piu praticati nella societa di oggi (calcio, pallamano, pallacanestro ...) per 16 anni e dove sono state tratte conclusioni molto interessanti. Il primo che vorrei evidenziare e il tempo di "esposizione", come e logico nelle ore piu alte, maggiore rischio di lesioni, ma e curioso come ci siano dati che dimostrano anche che quelle ore si sono sempre verificate in competizione. Osserva anche la piccola differenza significativa tra i diversi livelli di prestazione tra gli stessi sport senza esentarmi dal fatto che l'infortunio sia nel primo o secondo o terzo (12.36 infortuni ogni 1000 ore di esposizione rispetto ai 15,47)
Figura 3 Dennis J. Caine, Peter Harmer, Melissa Schiff. Epidemiologia delle lesioni collegiali per 15 sport: sintesi e raccomandazioni per iniziative di prevenzione degli infortuni. J programma di allenamento atletico, 2007 aprile-giugno; 42 (2): 311–319.
La spalla e probabilmente una delle piu colpite nei nuotatori, con la sindrome subacromiale (Ostor et al 2005) la piu ripetuta, essendo, come ben sappiamo, un'alterazione della stabilita dell'articolazione gleno-omerale e una possibile disfunzione scapolare, che a sua volta causera danni strutturali ai tessuti dello spazio subacromiale, se si verifica un'alterazione posturale (sindrome della croce di Janda) aggiunta a un uso eccessivo (volumi elevati, progressioni errate di carichi) di questa articolazione, causera i problemi di cui sopra e la necessita per fermare e recuperare se o se. Il lavoro complementare e preventivo ha un ruolo fondamentale (secondo me) ed e cruciale per i nuotatori, tanto piu se hanno avuto questo tipo di problema prima. Questo e il motivo per cui il lavoro complementare che prescriviamo deve riflettersi oltre "esercizio x" stesso, ma dalla necessita del piano specifico del gesto durante il nuoto e dalla saturazione del tipo di movimento: push vs. pull.

https://preview.redd.it/x35n4vzcghu41.jpg?width=447&format=pjpg&auto=webp&s=c7b2935988dcdc2c99337cd4c85a417e31d0d0ee
Figura 4. Vi e un eccesso di lavoro di spinta nei nuotatori, dovuto all'azione specifica (ad eccezione dello stile della schiena) o alla prescrizione di lavori a secco di movimenti di questo tipo (esempio: panca) (fotografia raccolti in google)
Se guardiamo a cio che Julio Tous ha pubblicato, la forza e probabilmente l'unica qualita fisica di base? Temo che la sua domanda sia ironica ... secondo lui E L'UNICO, quindi altri ricercatori e parametri di riferimento per l'allenamento della forza come Juan José González Badillo.
CONCETTO
Da un punto di vista fisiologico, la forza e la capacita di produrre tensione che il muscolo ha quando si attiva (si contrae). Questa tensione muscolare viene normalmente applicata con l'intenzione di superare un carico o una resistenza (sia esterna, sia del corpo o parte di essa). Concetto di forza: da una prospettiva strettamente fisica (meccanica), la forza ( F ) e una qualsiasi causa in grado di modificare lo stato di riposo o il movimento di un corpo, nonche di deformare i corpi, sia mediante pressione che mediante stiramento. Definito come il prodotto della massa ( m ) dall'accelerazione ( un' ) F = m · a .
Durante l'attivita fisica e lo sport ci sono due forze in costante interazione:
? Forze interne: generate dal muscolo.
? Forze esterne: generate dal peso da superare, resistenza allo spostamento (inerzia) e al movimento dei corpi.
Dall'interazione tra forze interne ed esterne, sorge la forza applicata , cioe la forza nello sport, essendo il risultato di un'azione muscolare su forze esterne (e l'unica forza che possiamo misurare). La forza che puo essere sviluppata dipende dalla complessa interazione di diversi fattori: nervoso, energetico / metabolico, fisico / strutturale / biomeccanico. Gli aumenti di forza sono attribuiti a specifici adattamenti del sistema nervoso e muscolo-scheletrico, cio e possibile grazie all'enorme plasticita che caratterizza il sistema neuromuscolare umano.
Secondo Sánchez Medina (2014), la capacita di produrre tensione che il muscolo ha quando attivato dipende da una serie di fattori, come:
? Il numero di ponti di miosina che possono interagire con i filamenti di actina.
? Il numero di sarcomeri in parallelo.
? La tensione o la forza specifica che una fibra muscolare puo esercitare per unita di sezione trasversale.
? La lunghezza della fibra e del muscolo.
? Gli elementi elastici in serie e in parallelo.
? Il tipo di fibra.
? I fattori facilitanti e inibitori dell'attivazione muscolare.
? Altre questioni relative a quanto sopra (angolo articolare, tipo di attivazione, velocita di movimento).
Secondo Garcíun Pallarés (2014) Gli aumenti della forza muscolare sembrano migliorare l'efficienza meccanica migliorando la coordinazione muscolare e i modelli di reclutamento motorio. I miglioramenti della forza muscolare facilitano i cambiamenti di errori tecnici che potrebbero verificarsi in relazione al modello biomeccanico ottimale di quel nuotatore. Gli aumenti della forza muscolare e della coordinazione riducono l'intensita relativa di ciascun ciclo di lavoro, e quindi il nuotatore e piu resistente.
Figura 6 Esempio di miglioramento nell'applicazione della forza utile a una percentuale inferiore nell'azione specifica di un nuotatore, ad esempio aumentando la FDM di tale soggetto in otto settimane di lavoro: occorrera meno sforzo per superare la stessa forza utile (Pallarés 2014)
Pertanto, la forza prodotta dal nuotatore durante l'esecuzione dei gesti tecnici che vengono eseguiti in qualsiasi allenamento o competizione, sono il risultato dell'interazione delle forze interne, generate dalla muscolatura, e delle forze esterne, generate dal peso al superamento, resistenza allo spostamento e al movimento del proprio corpo derivante dalla forza applicata (González-Badillo et al, 2002). In altre parole, quando detto nuotatore migliora la sua capacita di produrre forza per unita di tempo (relazione con la forza applicata), le sue prestazioni aumenteranno, essendo questa quindi la forza utile o la forza applicata specificamente (Izquierdo et al, 2006). In ciascuna delle prove di nuoto, i gesti tecnici eseguiti sono prodotti da specifiche manifestazioni di forza (Navarro et al, 2003).
E fondamentale in precedenza determinare il grado o la necessita che all'interno delle specialita di nuoto abbiano o richiedano forza, ciascuna delle distanze e in ciascuna delle fasi di preparazione. González Badillo li classifica come bisogni di resistenza bassa, media, alta o molto alta (González Badillo, J J. Gorostiaga, E (1995). Fondamenti di allenamento della forza: applicazione ad alte prestazioni sportive. Barcellona: INDE - ISBN: 84 -87330-38-X . González Badillo, J. J. Ribas Serna, J. (2002) Basi di programmazione dell'allenamento della forza.Barcellona: INDE - ISBN: 84-9729-013-5). Comprendere quindi la necessita di maggiore forza nei test piu brevi e di come all'aumentare di queste distanze, la capacita di resistere a tale forza nel tempo diventa piu rilevante.
Figura 7. Rilevanza del lavoro di massima forza e forza utile nelle diverse distanze del gattonare in una prima fase di periodizzazione (Antonio Oca. Corso a distanza di allenamento fisico completo in nuoto, prima edizione. 2014 G-SE)
ASPETTI SPECIFICI
Come lavorarlo? Non e la ragione per questa voce di approfondire tutto questo, in il corso a distanza di allenamento fisico completo nel nuoto sara fatto, la mia intenzione e semplicemente quella di segnare alcune idee su alcune possibilita su cui lavorare che sono mie e che uso con i miei apprendisti (ce ne sono piu logicamente, le ho introdotte quest'anno sulla base delle letture che ti mostrero di seguito e le mie riflessioni sui bisogni o le richieste di lavoro)
Tipi di esercizi: mi baso principalmente sulla proposta di Pallarés (2014), che a sua volta e un adattamento della proposta di Badillo (1995) e aggiungo il concetto di "allenamento dei movimenti non dei muscoli" (raccomando queste letture: http: / /www.nsca.com/Education/Articles/Force-Vector-Training/ http://g-se.com/es/entrenam-de-la-fuerza-y-potencia/blog/trabajo-de-fuerza-en -il-modello-di-movimenti-in-sport-gesti)
Figura 7. Forza i vettori nello sport. Autore: Carlos Rodríguez López http://prevention-and-performance-crl.blogspot.com.es/
da alcuni allenatori americani non specificamente da nuotatori ma dal lavoro di forza: Mike Boyle, Bret Contreras, Alwyn Cosgrove, Joe Defranco.
Figura 7. Proposta personale della direzione del movimento nei lavori in vigore. Autore: Carlos Rodríguez López http://prevention-and-performance-crl.blogspot.com.es/
Pertanto sono chiaro sul concetto di lavoro:
Esercizi di gara: sforzi con il proprio gesto tecnico di competizione, con la stessa intensita (% 1RM), velocita di contrazione, angoli, ecc. Ex: allenamento specifico alla velocita della competizione o molto simile.
Esercizi specifici:
Sono quelli che vengono eseguiti con il gesto tecnico della competizione stessa, aumentando la resistenza (5% -20%) senza distorcere la tecnica o causare lesioni. Ex: lame, pinne, gomma o puleggia in Nado. Fase secondo me IMPORTANTE E CHIAVE.
Le prestazioni di qualsiasi evento nel nuoto agonistico sono dominate da combinazioni di forza, velocita, resistenza e gamma di movimento. Le procedure organizzate e sequenziate utilizzate per migliorarle sono intese come allenamento fisico (o allenamento periodico). All'interno del "moderno" quadro di nuoto, l'allenamento puo essere effettuato sia in acqua che a terra. Quest'ultimo mira essenzialmente a integrare le possibilita di sviluppare la forza fisica e la gamma di movimento, tra l'altro, essendo l'allenamento fisico in acqua piu rilevante in quanto offre i vantaggi di sviluppare le condizioni fisiche in un ambiente con specificita piu elevata ”(Navarro & Oca 2012).
"Gli investigatori di solito cercano di mettere in relazione manifestazioni di forza e potenza nelle terre aride o esercizi di nuoto simili alla velocita di nuoto su distanze o attribuiscono un miglioramento della velocita di nuoto e delle prestazioni competitive a una maggiore forza in allenamento mirato" (Vorontsov 2011).
“Lo sviluppo della forza nel nuoto presenta il principale svantaggio dell'ambiente in cui opera e le competenze tecniche altamente specifiche e complesse necessarie per applicare efficacemente le forze di propulsione. Tanaka et al. (1993), non hanno riscontrato differenze significative tra il gruppo che non ha praticato le terre aride e il gruppo che ha eseguito un programma aggiuntivo di allenamento della forza, sebbene quest'ultimo abbia migliorato i valori di forza del 25-35%. Questi autori hanno attribuito la mancanza di trasferimento positivo alla bassa specificita dell'allenamento della forza svolto ”
“Potrebbero apparire miglioramenti delle prestazioni quando si aumentano le specificita dell'allenamento della forza (Tanaka e Swensen 1998) usando ergometri simili al nuoto (Toussaint e Vervoorn 1990) o situazioni che modificano l'applicazione della forza nell'acqua (Giroldi al., 2007, 2006). Secondo Costill et al. (1994) gli esercizi dovrebbero sviluppare la forza dei principali gruppi muscolari usati per spingere attraverso l'acqua e dovrebbero imitare il piu possibile i movimenti competitivi (colpi) "
Esercizi NON specifici ma UTILI:
Sono quelli che generano movimenti di grandi catene cinetiche che coinvolgono i gruppi muscolari che partecipano al gesto tecnico della competizione ma con schemi di movimento lontani dal gesto della competizione. Sono usati solo per allenarsi contro la resistenza che non puo essere simulata con esercizi specifici (GT; 50% 1RM).
Ex: "Concetto di formazione di forza vettoriale"
Periodizzazione e strategie per ridurre l'effetto di interferenza (addestramento simultaneo)
Figura 8. La rilevanza del lavoro concomitante di forza e resistenza, evitando l'effetto di interferenza e fondamentale (Sports Medicine 2000)
Avrebbe anche una sezione profonda e riflessiva, ma come ho detto prima, non e l'obiettivo di questa voce farlo ora, ma la sua rilevanza puo essere compresa, in modo che il lavoro di forza abbia i benefici e la fine dell'aumento delle prestazioni desiderato. Cosi e il modo di valutare e i problemi che, a mio avviso, hanno stimato l'intensita mediante% 1RM o nRM, avendo come opzione migliore farlo sulla base del CE (Effort Character, Badillo 1992) che e un indicatore utile dell'intensita dell'esercizio di forza. Il CE e applicabile in particolare al rappresentante / serie. E determinato dal numero di ripetizioni per serie non eseguite e dal numero di ripetizioni POSSIBILI (massimo). Per definirlo, NON e sufficiente indicare la differenza tra le ripetizioni che possono essere eseguite e quelle che vengono eseguite, e necessario indicare: Il numero totale di ripetizioni possibili o possibili e il numero di ripetizioni effettuate. Conoscendo questi due elementi, si puo stimare l'effetto dell'allenamento. Due allenamenti con la stessa differenza tra ripetizioni eseguite e realizzabili possono portare a effetti diversi.
Figura 9. Proposta personale della direzione del movimento nei lavori in corso. Autore: Carlos Rodríguez López http://prevention-and-performance-crl.blogspot.com.es/
CONCLUSIONE FINALE.
Vorrei, a titolo di riflessione e chiusura, cogliere le conclusioni raggiunte nello studio di: "Gli effetti di un sistema di allenamento basato sul lavoro di forza sulle prestazioni in diverse specialita di nuoto" di Olaia Abadíun García de Vicuña (2003) e vi incoraggio a consultare e rivedere. http://dialnet.unirioja.es/servlet/articulo?codigo=2891804
? Primo: i risultati ottenuti in questo studio verificano l'ipotesi di partenza, la forza e una componente essenziale nel nuoto e il suo sviluppo e essenziale nella preparazione di tutti i nuotatori, sia nella giovinezza che negli adolescenti.
? Secondo: il miglioramento della Forza massima e la Resistenza della forza speciale costituiscono un fattore determinante per le prestazioni nelle diverse specialita di nuoto.
? Terzo: il lavoro di Strength sviluppato ha avuto un impatto maggiore su quegli stili che richiedono livelli piu alti di Strength, essendo la farfalla lo stile in cui sono state ottenute le migliori prestazioni. Nello stile di ricerca per indicizzazione, essendo lo stile che richiede il minor numero di livelli di forza e in cui vengono eseguiti il ??70% degli allenamenti, e qui che il lavoro di forza sviluppato e stato meno notato.
? Quarto: attraverso il lavoro svolto nella panca biocinetica, sono stati ottenuti notevoli aumenti della potenza media dell'ictus in tutte le fasce di eta, essendo piu anziani e meglio assimilati dal gruppo di 86 anni, influenzando positivamente le prestazioni su lunghe distanze, cosi come i 400 e gli 800m .
? Quinto: i miglioramenti piu evidenti delle prestazioni sono stati osservati a livello di tutte le fasce d'eta a distanze di 50 metri, un test in cui la forza massima e decisiva e in quelli di 200 metri, un test che richiede una combinazione ottimale di livelli di Forza massima e Endurance of Special Force che mostra l'importanza della Forza nel nuoto.
Figura 10. "Gli effetti di un sistema di allenamento basato sul lavoro di forza sulle prestazioni in diverse specialita di nuoto" di Olaia Abadíun García de Vicuña (2003) http://dialnet.unirioja.es/servlet/articulo? codice = 2891804
Infine, ho voluto lasciare come riflesso alcune affermazioni di una delle persone piu rilevanti in termini di allenamento della forza e che a livello personale come allenatore e come suo studente mi hanno influenzato cosi tanto: Juan José González Badillo.
Non esiste un allenamento di forza massima, ma un numero indeterminato di allenamenti per il massimo miglioramento della forza. La massima forza puo essere migliorata con qualsiasi carico di allenamento, il problema nasce da una errata interpretazione del concetto di massima forza. Prima di ogni carico esiste una "forza massima" o valore di forza massima applicata. I valori di forza massima (applicati) che sono piu interessanti sono precisamente quelli ottenuti con carichi non massimi. Il valore di forza massima piu importante e quello ottenuto durante l'esecuzione del gesto di competizione (forza utile / RFD specifico) ”
" Non c'e allenamento per il potere: il potere e allenato in ogni sessione. L'allenamento con il massimo carico di potenza puo garantire il miglioramento della potenza nell'esercizio di allenamento stesso, ma solo temporaneamente. Ma migliorare il potere nell'esercizio di allenamento non garantisce il miglioramento dell'esercizio di gara. Solo migliorando la forza applicata (forza massima a parita di carico) e garantito il miglioramento della potenza. Migliorare le prestazioni non e altro che spostare lo stesso carico a una velocita superiore e cio significa necessariamente che migliora la potenza. ”
"Che cos'e il trasferimento? Non esiste una fase di trasferimento in un ciclo di allenamento. Il trasferimento e previsto o richiesto dal primo allenamento all'ultimo, non da un giorno specifico. Cosa succede se le prestazioni sono migliorate prima di iniziare la fase di trasferimento? Non ci sono "esercizi di trasferimento". Eseguire due esercizi consecutivi puo essere positivo, negativo o indifferente, ma il secondo esercizio non e mai trasferibile. ”
“Non esiste una fase di forza esplosiva in un ciclo di allenamento. La forza esplosiva deve essere intesa come produzione di forza nell'unita di tempo (RFD). Come per il trasferimento, il miglioramento della resistenza alla RFD / esplosiva e previsto dal primo momento del ciclo fino alla fine del ciclo. Migliorare la specifica RFD / forza esplosiva specifica e l'indicatore che il soggetto e in forma. L'addestramento di RFD / forza esplosiva non e associato all'uso di carichi leggeri. L'unica condizione per migliorarlo e che l'azione venga eseguita alla massima velocita possibile ”
“Non esiste una fase di trasformazione della massima forza in un ciclo di allenamento. Le trasformazioni per lo sviluppo della forza devono avvenire dal primo allenamento. Non ci sarebbe formazione se non ci fossero trasformazioni, modifiche, cambiamenti (neuronali, strutturali, metabolici, enzimatici ...) positivi o negativi. Il valore di forza massima raggiunto non puo essere trasformato in nulla. Cio che puo essere trasformato e la curva forza-tempo. Ma questo e inteso, e talvolta viene raggiunto, dal primo momento del ciclo. Le maggiori trasformazioni della curva forza-tempo di solito si verificano prima dell'inizio della presunta fase di trasformazione. ”
"Allenamento della forza nel nuoto"
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2020.03.17 16:23 Joyello Una catastrofe anticipata

Siamo tutti a casa in quarantena. Per la prima volta dopo decenni si respira aria pulita nelle grandi città e si vedono le stelle di notte. La paura per l'infezione è grande e ci rende più consapevoli di quanto sia fragile la nostra cultura. Quale momento migliore per informarsi sulla più grande catastrofe mai anticipata dalla nostra specie? No, non parlo del coronavirus.

Cambiamento climatico - introduzione

Quanto segue è copiato da questo post, e basato su una serie di fonti (più questa).
Secondo un report del 2018 la temperatura media del pianeta nel 2018 è stata di 1 grado Celsius (1C) superiore alla media pre-industriale. Questo tracciante di azioni climatiche mostra come raggiungeremo 3.5C entro il 2050, con le attuali politiche climatiche.
1.5C - Al di sotto di questo livello inizialmente si pensava che non ci sarebbero state grosse conseguenze. La IPCC nel 2018 aveva previsto che ci saremmo arrivati entro il 2023 con una chance del 10%, ma nel loro report dell'anno successivo, si mostra come si sia quasi arrivati a 1.5C già nel 2019. A questa temperatura, le ondate di calore avverranno su tutto il globo ogni anno, e saranno potenzialmente calde quanto il deserto del Sahara (es: quanto avvenuto recentemente in Australia). Ci saranno distruzioni massive dei campi ed il 70% della barriera corallina negli oceani sarà cancellata. La siccità a breve termine coinvolgerà 360 milioni di persone (fonte). In realtà, già dal 1980 al 2015 il numero di Tsunami, tempeste, alluvioni e incendi è quadruplicato.
Storicamente, qualsiasi summit climatico ha mancato il target sul limite di emissioni GHG di tantissimo. Sin dall'adozione dell'accordo di Parigi sul clima, alla fine del 2015, ben 33 banche globali hanno finanziato compagnie fossili per 1900 miliardi di dollari, e tali finanziamenti sono aumentati anno dopo anno.
Dov'è finita la promessa di passare a risorse più pulite di energia? Negli ultimi 12 anni la quantità di elettricità dovuta al carbone non ha quasi per nulla accusato il colpo. Il nostro patetico tentativo di passare ad energie pulite in 5 grafici.
Bonus: Grafico che mostra l'andamento delle emissioni di carbone per continente (da notare l'esplosione dell'Asia.)
Su questo grafico invece si possono vedere i livelli di CO2, CH4, N20, temperatura e livello del mare.
Le 20 peggiori conseguenze del cambiamento climatico.
9 grafici sul cambiamento climatico.

Biomassa e sesta estinzione

La Terra sta attraversando una fase di "annientamento biologico". L'umanità ha sterminato l'83% di tutti i mammiferi selvatici e la metà delle piante. Di tutti gli uccelli rimasti al mondo, il 70% che rimane sono polli o altri animali da allevamento (fonte). Uno studio del 2017 ha osservato le popolazioni di animali su tutto il pianeta, esaminando 27.600 specie di vertebrati --- circa la metà di quante si pensa che esistano --- ed ha trovato che il 30% di queste specie è in declino. Alcune stanno per collassare del tutto, altre si stanno estinguendo in specifiche aree. Gli esseri umani hanno cancellato il 60% delle popolazioni animali dal 1970 ad oggi (fonte).
Le piante si stanno estinguendo 350 volte più velocemente rispetto alla media storica.
D'altro canto, guardate l'esplosione di animali domestici tra il 1950 ed il 2000. Il bestiame è una delle cause del riscaldamento globale, ad esempio la foresta amazzonica viene man mano rasa al suolo non per far legna ma per fare spazio al bestiame (fonte).
Ci sono flotte di pescatori che spengono i propri trasmettitori e nascondono la loro attività di pesca illegale, circa un pesce su quattro è catturato illegalmente. Il Golfo dell'Alaska è chiuso per la prima volta per mancanza di merluzzo e salmone. L'Europa è nella stessa "barca" (report sulla pesca eccessiva nel mare Baltico), ed il Mediterraneo è uno dei mari dove si pesca di più (fonte). La pesca eccessiva anche uno dei motivi di un possibile conflitto nel mare a Sud della Cina (guerre per la pesca). Milioni di piccoli uccelli marini sono morti dal 2015 ad oggi, per mancanza di pesce.
Avete mai sentito parlare della pesca a strascico? Un quarto del pesce che viene cucinato al mondo è ottenuto con questo metodo. Una nuova analisi, che trae contributo da 57 scienziati in 22 diverse nazioni, suggerisce che il 14% del pesce sui fondali, di profondità inferiore ad 1km, viene catturato.
Lo sbiancamento delle barriere coralline, o le "zone morte", sono causate dal riscaldamento globale. Le zone morte all'interno degli oceani, dove non c'è più ossigeno per sostenere vita, si potrebbero espandere molto più velocemente di quanto pensato fino ad ora. Tali regioni sono create quando grosse quantità di materiale organico, prodotto dalle alghe, precipita sul fondale marino ed usa tutto l'ossigeno presente.
Tutte le specie dichiarate estinte in questa decade.

Population

La ripida curva della popolazione mondiale. Il numero di esseri umani aumenta di 228.000 unità al giorno, circa un milione ogni 5 giorni (al momento, ma la curva cresce giorno per giorno). Oggi come mai prima, si chiede ai governi, alle infrastrutture, alle istituzioni sociali e all'ambiente terrestre di rispondere e accomodare questa gigantesca crescita in un così breve periodo di tempo. Per prepararsi, l'umanità deve produrre più cibo nelle prossime 4 decadi di quanto ne ha prodotto negli ultimi 8000 anni (ma intanto sprechiamo cibo e perdiamo acqua potabile per irrigare). Si prevede il completo collasso di riserve di cibo entro il 2040. I risultati sono basati sul possibile trend climatico, e sul fallimento delle politiche contro il cambiamento climatico, e prevedono il crollo totale della catena di approvvigionamento ed epidemiche rivolte per il cibo. (fonte).

Migrazioni e carestie

Ci sono già centinaia di milioni di rifugiati climatici (fonte MIT). Entro il 2050 ce ne saranno 1.5 miliardi. Si, entro solo 30 anni. Tutto questo aumenterà il potenziale per conflitti e violenza. Uno studio del Pentagono conferma che ci saranno guerre causate dai migranti. Documentario sull'esodo climatico.
Possiamo già vederegli effetti del clima estremo sulla mancanza di cibo. 45 milioni di Africani del Sud stanno affrontando la fame (fonte e video). Il cambiamento climatico ha la faccia della fame, e porterà a sempre più crisi umanitarie (fonte).
La variazione climatica è responsabile del 30% della annuale fluttuazione mondiale nella produzione agricola. Sotto "normali" condizioni climatiche, il sistema di approvvigionamento globale può compensare la perdita del raccolto locale, tramite mercato e provviste. D'altra parte, l'aumento di variabilità climatica porterà a perdite record di raccolto, con conseguente aumento di prezzo del cibo e fame, scatenando potenzialmente altri rischi sistematici come agitazione politica e migrazione (fonte).
Gravi alluvioni causate da stagioni piovose record, hanno colpito il Sud-East ed il Midwest americano, ritardando la coltivazione di soia e grano. La National Oceanic and Atmospheric Administration [NOAA], ha i 12 mesi terminati nel Maggio del 2019 sono stati i più piovosi della storia degli Stati Uniti. L'alluvione del Mississipi quest'anno è stata una delle più lunghe di sempre in alcuni luoghi.
Per non menzionare il fatto che negli ultimi 30 anni, 60.000 agricoltori Hintu si sono suicidati dopo aver perso del tutto le loro coltivazioni in seguito ad alluvioni (fonte 1, fonte 2).
In sud America, l'aumento graduale delle temperature e gli eventi causati dal meteo estremo sono aumentati in maniera inaspettata, sotto forma di mancanza di pioggia dove si aspettava normalmente, e l'aumento di pioggia dove invece non si aspettava. Ciò ha portato alla distruzione dei cicli di produzione ed ha portato alla crescita di parassiti. Ecco perché molti di questi agricoltori hanno tentato di scappare verso gli Stati Uniti.

Mancanza di acqua potabile

L'india ha solo 5 anni per risolvere la propria crisi idrica, ed il Sud Africa vive la peggiore siccità degli ultimi 1000 anni.
Lo Zambia ha 2 milioni di persone sull'orlo della fame, per via di una siccità regionale. La diga etiopica sul Nilo potrebbe essere la scintilla di un conflitto tra Egitto, Etiopia e Sudan (fonte). Secondo un report delle Nazioni Unite, in 10 anni ben 4 miliardi di persone saranno a corto di acqua potabile, mentre 2 miliardi ne dovranno fare quasi completamente a meno. E non solo in Sud Asia ed Africa, ma anche in nazioni europee come Spagna, Italia, Grecia e Francia, avranno molti problemi nei prossimi 20 anni (fonte). In Australia, la scuola del Queensland ha finito le scorte di acqua nel Dicembre 2019 poiché dei commercianti di bottiglie d'acqua hanno ottenuto i diritti per acquisire l'acqua locale (fonte). I ricercatori della NASA si aspettano delle "mega-siccità" negli Stati Uniti che distruggeranno molte coltivazioni nei prossimi 5 anni (fonte). Secondo l'Istituto di Ricerca sull'Acqua, il Nuovo Messico affronterà la peggiore situazione tra tutti, al pari degli Emirati Arabi Uniti nell'Est e dell'Eritrea in Africa. La California, che fino ad ora ha già avuto problemi con l'acqua, viene dopo. La siccità che ha iniziato a colpire gli Stati Uniti nella decade del 2010, continua a creare problemi dalla California fino alla foresta pluviale della Alaska. La cosa più preoccupante è che le riserve di acqua nel suolo degli Stati Uniti si stanno esaurendo, per via delle industre e delle persone che scavano sempre più a fondo per cercare acqua che prima si trovava in superficie (fonte). Alla fine del 2019, circa 1000 esperti hanno chiamato ad una azione globale contro l'esaurimento dell'acqua nel terreno (fonte).

Malattie

Mentre la Terra si surriscalda, gli animali sono costretti a migrazioni di massa, inclusi animali portatori di malattie tropicali (come la malaria). Per darvi una idea di perché questo debba spaventarvi, la febbre del cammello ha una mortalità del 36%. E gli ospedali mondiali non sono pronti alla sfida del cambiamento climatico.
Un fungo quasi indistruggibile e difficile da indetificare, si è adattato al riscaldamento globale ed ora può sopravvivere alle calde temperature del corpo umano. Con un tasso di mortalità del 50% in 90 giorni, vi presento il Candida Auris, il primo fungo patogenico causato dal riscaldamento globale prodotto dall'uomo.
Un report della World Health Organization: World at risk. Una lista di dozzine di malattie che gli esperti pensano abbiano il potenziale di scatenare pandemie fuori controllo, tra cui la peste, Ebola, Zika virus e Dengue. Una pandemia mortale simile all'influenza potrebbe colpire il mondo ed uccidere milioni di persone perché NESSUN paese è preparato. Un secolo fa, la pandemia dell'influenza spagnola infettò un terzo della popolazione ed uccise 50 milioni di persone (fonte).
Molti batteri pericolosi stanno diventando immuni alle medicine. Secondo dati aggiornati, più di 2.8 milioni di persone negli Stati Uniti vanno incontro a infezioni da batteri resistenti agli antibiotici ogni anno. In più, questi "super batteri" causano 35.000 morti all'anno negli Stati Uniti.

Inquinamento

Le perdite di petrolio dalle petroliere stanno diventando più rari (grafico) ma solo perché Stati Uniti e Canada stanno espandendo la produzione di petrolio tramite perforazione. Guardate questa infografica di 10.000 perdite di petrolio nel Golfo del Messico tra il 2010 e il 2015. Gli Stati Uniti ora sono il maggiore produttore di petrolio "crudo" e la sua regione chiave, il Texas, è passato da 1000 barili al giorno nel 2010, a circa 5000 nel 2019, con una produzione che si prevede raddoppiata entro il 2023. Il 47% dei giacimenti petroliferi statunitensi scoperti - ma non ancora sviluppati - dipendono dai sussidi ai combustibili fossili e la dipendenza dai sussidi varia ampiamente da regione a regione. Si, i soldi dei contribuenti americani vengono usati per i profitti dei grandi CEO. Avete mai sentito parlare della grande perdita di petrolio di Keystone, impossibile da ripulire? Si prevede che entro questa decade, il 61% di tutto il petrolio mondiale verrà prodotto negli Stati Uniti.
Inquinamento dovuto a navi da crociera. Le 47 navi della società Carnival emettono 10 volte più di tutte le auto europee messe insieme. E buttano nell'oceano 4.5 miliardi di litri di liquame ogni anno.
Livelli di fumo a Sydney nel corso del tempo.
Sapete che l'aumento dei livelli di CO2 ci rende anche meno intelligenti? Fonte, e video che mostra cosa succede quando la CO2 supera il valore di 600 ppm (parti per milione).
C'è un milione di volte più microplastica nei nostri oceani e nel cibo, di quanto pensassimo. E questo non sembra fermare le maggiori società petrolifiche, che mentre fanno fronte alla futura diminuzione di richiesta di petrolio, aumentano il consumo di plastica. Shell sta costruendo una centrale per l'estrazione dell'etano da 6 miliardi --- una struttura che trasforma l'etano in etilene, un costituente di molti tipi di plastica --- a Monaca, in Pennsylvania, 40 kilometri a nord-ovest di Pittsburgh. Ci si aspetta che produrrà fino a 1.6 milioni di tonnellate di plastica annualmente dopo la sua apertura all'inizio degli anni 2020. E tutta questa plastica finirà negli stati poveri.
Il mito del riciclo.. guardate Plastic China. Il Regno Unito, come la maggior pate delle nazioni sviluppate, produce più scarti di quanti ne possa smaltire in casa: 230 milioni di tonnellate l'anno, circa 1.1kg a persona al giorno (gli Stati Uniti, la nazione che spreca di più, produce 2kg al giorno a persona). Prima del divieto, gli Stati Uniti esportavano 20 milioni di tonnellate di plastica alla Cina. Al momento invece si preferisce la Malesia. Ad ottobre 2019, Greenpeace ha scoperto montagne di spazzatura inglese ed europea in discariche illegali in Malesia. In Cina la spazzatura è spesso bruciata o abbandonata, e arriva eventualmente nei fiumi e negli oceani (fonte). Solo l'8.7% della plastica viene realmente riciclata. E non è neanche la punta dell'iceberg. Rifiuti elettronici.
Tutto questo crea un enorme rischio per la salute (fonte 1, fonte 2). La colpa è anche della moda. Nel 2015 la moda ha creato più emissioni di tutti i voli internazionali e viaggi marittimi messi insieme. Circa il 10% del gas che provoca l'effetto serra è generato dalle industrie della moda, per via delle loro lunhge catene di produzione ad alto consumo energetico. Le fabbriche di tessuto cinesi, dove "più del 50%" dei tessuti mondiale viene creato, produce circa 3 miliardi di tonnellate di fuliggine ogni anno bruciando carbone, e contaminando l'aria che porta a problemi respiratori e cardiaci. I mulini tessili si prevede che generino il 20% dell'inquinamento industriale delle acque mondiali ed utilizzino 20.000 specie chimiche, molte delle quali cancerogene. Nel 2014 le persone compravano il 60% in più di tessuti rispetto al 2000, ma mantenevano gli abiti solo per la metà del tempo (buttando circa 150 kg di abiti ogni anno per Americano). Un sacco di questi abiti finiscono nelle discariche. L'equivalente di un camion della spazzatura pieno di vestiti viene bruciato o buttato nella terra ogni SECONDO. In totale, circa l'85% dei tessili finisce nella terra ogni anno. Questa quantità sarebbe sufficiente a riempire il porto di Sydney ogni anno.
Lavare i vestiti, poi, genera 500.000 tonnellate di microfibre nell'oceano ogni anno --- l'equivalente di 50 miliardi di bottiglie di plastica. Molte di queste fibre sono poliestere, una plastica che si trova nel 60% degli indumenti. La produzione di poliestere rilascia da due a tre volte più emissioni di carbone rispetto al cotone, e il poliestere non si degrada nell'oceano. Nel 2017 un report della IUCN ha stimato che il 35% di tutta la microplastica --- pezzi minuscoli di plastica che non biodegradano --- nell'oceano viene dal lavaggio di tessuti sintetici come il poliestere. L'inquinamento da plastica inquina l'ambiente. Poliestere, nylon, spandex, usano 342 milioni di barili di petrolio OGNI ANNO. Il 33% della viscosa negli abiti viene dalle foreste, ed il 70% dal legno viene buttato (fonte). La maggior parte degli abiti che vengono donati finiscono nella spazzatura e riempiono buche in Africa (fonte). Non avete bisogno del 52esimo maglione.
I pesticidi comuni uccidono gli insetti acquatici, affamando i pesci che se ne nutrono. Questo studio ha mostrato un enorme diminuzione di insetti e plankton nei grandi laghi dopo l'introduzione di pesticidi neonicotinoidi per le risaie. La stessa cosa è avvenuta dall'altra parte del globo, dove la pipa sottomarina della British Columbia sta ancora sfornando sangue e fegato infetti da virus. E poi c'è l'inquinamento prodotto dalle medicine.

Permafrost e Metano

Il terreno nell'Artico sta rilasciando più diossido di Carbonio di 189 nazioni messe insieme.
Con un aumento di 2C (mezzo grado in più di ora), ci aspettiamo lo scongelamento di 6.6 milioni di kilometri quadrati di permafrost. E questo porterà ad un feedback che rilascerà molto metano, dato che lo scioglimento delle calotte di ghiaccio è un metodo auto-accelerante di estinzione. Il metano già sta fuoriuscendo a volontà. Ciò è terrificante anche perché tanti patogeni sono congelati nel permafrost, come l'antrace.

Erosione del terriccio

Stiamo finendo il terriccio (fonte), ed entro il 2055 non ne avremo più (video). E' l'avvertimento dell'autore di "Surviving the 21st Century", Julian Cribb, alla conferenza sulla scienza del terreno internazionale, in Queenstown, Nuova Zelanda, il 15 dicembre 2016. "10 kili di terreno, 800 litri di acqua, 1.3 litri di diesel, 0.3 grammi di pesticida e 3.5 kili di diossido di carbonio - ciò è quanto serve a fare un pasto medio, per una singola persona", ha specificato Cribb. E ci vogliono 2000 anni per formare 5cm di terreno.

L'Oceano Blu

"L'evento dell'Oceano blu" vuol dire che grandi quantità di luce solare non verrà riflessa nello spazio, come avveniva prima con i ghiacchi bianchi. Viceversa, il caldo verrà assorbito dall'Artico. Fin quando l'oceano Artico ha acqua ghiacciata, gran parte della luce viene riflessa nello spazio e genera un "polo di freddo" che resta nel Polo Nord. Quando ciò non avviene più, succede che calore aggiuntivo viene assorbito dall'Artico, ma anche che le normali vie di trasmissione dei venti cambiano radicalmente e più drammaticamente di come già stanno facendo. Questo "evento" verrà raggiunto nel 2022 (fonte). Grafico che mostra l'andamento del volume di ghiaccio artico nel corso degni anni... è una spirale della morte.
Il ciclo di feedback della calotta glaciale. Per quanto riguarda l'aumento del livello degli oceani, è difficile da prevedere perché stiamo anche riscaldando l'aria, oltre che gli oceani, e questo vuol dire che la calotta glaciale del circolo Artico e della Groenlandia si sciolgono sia dall'alto che dal basso - ovvero MOLTO più velocemente di quanto avevamo previsto anche nelle stime più catastrofiche. La Florida e New York potrebbero essere sott'acqua nel giro di pochi decenni. Se siete preoccupati dei rifugiati che vengono dal Centro America o dall'Africa, dovreste iniziare piuttosto a pensare alle decine di milioni di persone che scapperanno dalla costa al centro delle nazioni. L'aumento del livello del mare è maggiore di quanto previsto e distruggerà ancora più città entro il 2050. E' il triplo di quello che avevamo previsto.
Il riscaldamento degli oceani non significa solo aumento del livello del mare, ma anche che tanta acqua oceanica evapora, e quindi uragani e bombe d'acqua più numerose e devastanti. Wet bulb event.
La nuova analisi dell'impatto dei cambiamenti climatici sulla combinazione di umidità e calore, ha stabilito che quando la temperatura da "wet bulb" (WBT) raggiungerà i 35C, il corpo umano non riuscirà a raffreddarsi naturalmente col sudore, e anche le persone sedute nell'ombra potrebbero morire nel giro di 6 ore. Onde di calore estreme uccideranno anche le persone più in salute nel giro di poche ore e colpiranno parti del sub-continende indiano a meno ché le emissioni globali non vengano ridotte all'improvviso ed in maniera netta. Anche al di fuori di queste regioni, circa tre quarti della popolazione indiana totale (1.7 miliardi), in particolare gli agricoltori nelle valli dell'Inde e del Gange, saranno esposti a livelli di umidità e calore di "pericolosità estrema". Ci sono già parti del mondo dove la WBT è a 32-33C.
Acidificazione dell'oceano. Gli oceani assorbono una grossa porzione del CO2 emesso nell'atmosfera, ed infatti gli oceani sono il "dissipatore di carbonio" maggiore al mondo, di molto più efficaci della foresta amazzonica. Ma più CO2 assorbe, maggiormente acido diventa l'oceano, perché il carbonio in parte reagisce dentro l'acqua e genera acido carbonico. Se l'acidificazione diminuisce le emissioni marine di zolfo, potrebbe causare un aumento dell'aumento dell'energia solare sulla superficie terrestre, aumentando il riscaldamento --- cosa che prevedono gli studi sul cambiamento climatico naturale. I ricercatori stimano che il pH degli oceani diminuirà di 0.4 unità entro la fine del secolo se le emissioni di carbone non saranno fermate, o di 0.15 unità se la temperatura globale si fermerà al livello di 2C (fonte). Il plankton ed i pesci si stanno decimando, c'è una estinzione in atto negli oceani in questo momento.

Perché diventare green non basta

Il costo per diventare completamente "verdi" sono folli e l'economia globale non è in grado di reggerlo. La terra non ha abbastanza metalli per produrre pannelli solari, batterie e modi per distribuire energia in tutto il mondo. La costruzione di una turbina eolica richiede 900 tonnellate di acciaio, 2.500 tonnellate di calcestruzzo e 45 tonnellate di plastica. L'energia solare richiede ancora più cemento, acciaio e vetro, per non parlare degli altri metalli. L'estrazione globale di argento e indio aumenterà rispettivamente del 250% e del 1200% nei prossimi due decenni per fornire i materiali necessari alla costruzione di pannelli solari, secondo le previsioni dell'Agenzia internazionale dell'Energia. La domanda mondiale di elementi delle terre rare aumenterà dal 300% al 1000% entro il 2050 per raggiungere gli obiettivi verdi di Parigi. Se i veicoli elettrici sostituiranno le auto convenzionali, la domanda di cobalto e litio aumenterà di oltre 20 volte. Ciò non include le batterie per il backup di reti eoliche e solari (fonte). Una tavola periodica di elementi che stiamo esaurendo. E la Cina controlla il 90% di tutte le fonti rare di minerali.
Una singola batteria per auto elettrica pesa circa 2200 kg. La fabbricazione di una richiede lo scavo, lo spostamento e l'elaborazione di oltre 200.000 kg di materie prime da qualche parte sul pianeta. L'alternativa? Usare la gazolina ed estrarre un decimo del materiale totale per fornire lo stesso numero di kilometri del veicolo per la durata di sette anni della batteria. John Sterman (il principale esperto di dinamiche di sistema del MIT) mostra che anche la tecnologia MAGIC riesce a malapena a mantenerci sotto i 4 gradi entro il 2100. Il nuovo accordo verde non è abbastanza. Il mondo in via di sviluppo sta aumentando le emissioni a un ritmo tale che qualsiasi riduzione delle emissioni da parte del mondo sviluppato sarà compensata. Anche immaginando di trovare la volontà politica sia negli Stati Uniti che nell'Unione Europea per spendere miliardi di dollari in un nuovo accordo verde (e che in qualche modo questi piani avenissero con successo nel raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2030) non avrebbe alcun impatto significativo sulle emissioni globali di carbonio grazie all'esplosione di Cina, Africa, India e Sud America.
Lo stesso con una tassa sulla carne. Possiamo imporre una tassa sulla carne nei paesi sviluppati, ma la Cina, l'India o il Sud America mangiano sempre più carne ogni giorno. Secondo il rapporto di Asia Research and Engagement "che traccia il percorso proteico dell'Asia", il consumo di carne e pesce in Asia aumenterà del 33% entro il 2030 e del 78% dal 2017 al 2050.

Perché la prevenzione della perdita degli alberi è più importante che piantarli

C'è troppa CO2 nell'atmosfera, e piantare alberi non può più salvarci. Gli scienziati stimano che dobbiamo piantare 1000 miliardi di alberi per mitigare il riscaldamento globale, SENZA PERDERE UN SOLO ALBERO perché un albero in fiamme rilascia tutta la CO2 che aveva accumulato in precedenza. La foresta amazzonca sta perdendo 3 campi di calcio al minuto grazie al fuoco. Una mappa interattiva. Al momento stiamo perdendo 13-15 milioni di ettari all'anno in Sud America e Africa e nel sud-est asiatico perché si stanno convertendo le foreste in terra agricola (fonte). Sapete quanti sono un 1000 miliardi di alberi? Immaginate che un passo sia 1 milione di alberi, allora 1 trilione di alberi sono cmoe 2 volte e mezza la distanza tra noi e la Stazione Spaziale Internazionale. Per non parlare di tutto l'inquinamento dovuto alla consegna dei semi (o piccoli alberi) in tutto il mondo, tutta la logistica nella preparazione del terreno per la semina e tutti i rifiuti della promozione ecc.
Un team internazionale di ricercatori ha esaminato le esigenze materiali e l'inquinamento che deriverebbero da una spinta per portare il globo al 40 percento di energie rinnovabili entro la metà del secolo. L'analisi rileva che, nonostante l'aumento della domanda di materiali ed energia, una spinta del genere comporterebbe una drastica riduzione dell'inquinamento. E per la maggior parte, le richieste di materiale potrebbero essere soddisfatte, con la possibile eccezione del rame. Il 40% di energia verde richiede il 200% in più di rame. Il 100% di energia verde richiede il 500% in più di rame. Spostiamo circa 3 miliardi di tonnellate di terra all'anno per ottenere 15 milioni di tonnellate di rame. Sostituire l'alluminio con il rame richiede 5 volte più energia ed è meno sicuro. E non ci sono sostituti per i metalli.

Se siete arrivati alla fine, grazie per aver letto. Ho rimosso molte informazioni che ritenevo superflue, catastrofiche o soggettive. Trovate la fonte con il post completo all'inizio di questo thread.
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2018.10.12 09:01 Enthmoru Suggerimento integratori da prendere a fine giornata

Dopo aver trascorso una giornata pesante tra università, studio e lavoro, dove con quest'ultimo finisco alle 19.30 dovrei avere la forza per mettermi a studiare. Tuttavia la troppa stanchezza mi porta a lasciar perdere, perdendo così l'occasione di poter trascorrere 1ualche ora nello studio, che poi sarò costretto a recuperare. Per compensare a questo mio senso di stanchezza avevo pensato di prendere qualcosa come degli integratori (o bibite energetiche che però successivamente ho deciso di lasciar perdere). Quali integratori mi consigliate per poter recuperare energia e ridurre così il senso di stanchezza? (specificando anche il nome del prodotto). Inoltre sapendo che le pillole sono più potenti delle classiche bustine, vorrei anche dei suggerimenti relativi a questo aspetto. Grazie
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2017.07.13 22:06 aNewTsk Semana 6 - NA LCS Split de Verano 2017 Información y predicciones

Después que la LCS norteamericana tomó un descanso del torneo de Rivales de la grieta de este año, la semana 6 del Split de verano de la NA LCS 2017 contuará las viejas rivalidades de la orgullosa región americana. Con el Campeonato mundial de League of Legends 2017 casi a la vista, los equipos americanos de alto nivel se enfocarán en las eliminatorias para el torneo más importante del año. La NA LCS ha disminuido el paso desde los juegos caóticos y estresantes de las primeras semanas y si echas un vistazo a la cima de las posiciones, reconocerás algunos nombres familiares y fundadores de la liga: Counter Logic Gaming, Team SoloMid, Immortals y Cloud9. Después de su último éxito, Darshan y sus compañeros de equipo tienen que mantener el paso para compensar la débil temporada del Split de primavera y seguir con el sueño calificar para el Campeonato mundial de LoL. La semana 6 de la NA LCS empezará el 14 de julio, ¡así que no olvides sintonizar la acción más emocionante de League of Legends en la Grieta del invocador!
Predicciones y consejos de apuestas
Ver clasificaciones de la NA LCS Split de Verano 2017

Tabla de comparación de cuotas en Bet365.com

Día Equipo Cuotas Equipo Cuotas
Día 1 CLG 1.22 FlyQuest 4.00
Día 1 Immortals 1.25 Echo Fox 3.75
Día 2 Team SoloMid 1.36 Phoenix1 3.00
Día 2 Cloud9 1.36 Team EnVy 3.00
Día 2 Counter Logic Gaming 1.40 Team Dignitas 2.75
Día 2 Team Liquid 2.00 FlyQuest 1.72
Día 3 Cloud9 1.72 Immortals 2.00
Día 3 Team SoloMid 1.12 Team Liquid 5.50
Día 3 Team Dignitas 1.66 Phoenix1 2.10
Día 3 Echo Fox 2.10 Team Envy 1.66

Nuestras predicciones:

Día 1

#CLGwin > FLY
#IMTwin > FOX

Día 2

#TSMwin > P1
#C9win > NV
#CLGwin > DIG
TL < #FLYwin

Día 3

#C9win > IMT
#TSMwin > TL
#DIGwin > P1
FOX < #NVwin

Semana 6 - NA LCS 2017 Split de Verano

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2017.02.24 16:19 CentrismIsTheWay Voglio parlare di immigrazione con r/italy

Ho pubblicato inizialmente questo post in un altro subreddit ma data la mancanza di risposte costruttive o inerenti ho deciso di pubblicarlo qui dove a fronte di una community più ampia e aperta al discorso spero di poter instaurare un dialogo migliore. Il testo è sostanzialmente un collage di miei interventi e articoli online, scrivete le vostre opinioni o critiche dopo la lettura del testo.
Dividerò il testo in quattro domini: IMMIGRAZIONE IRREGOLARE E SBARCHI, ECONOMIA, CRIMINALITA' e INTEGRAZIONE, più una SINTESI a fine testo.
IMMIGRAZIONE iRREGOLARE E SBARCHI
Prima di discutere di immigrazione dobbiamo distinguere flussi regolari da quelli irregolari. Partendo dai numeri, oggi gli immigrati regolari costituiscono l'8,2% della popolazione, richiedenti asilo+rifugiati invece costituiscono solo lo 0,15% circa della popolazione. È da sottolineare poi che non va confusa la rotta balcanica, composta perlopiù da bambini o comunque rifugiati, con quella libica, composta perlopiù da migranti economici clandestini, e che in questo senso l'Italia accoglie davvero pochi profughi rispetto agli altri paesi europei e i paesi mediorientali (per fare un esempio la piccola Giordania accoglie quasi 1,5 mln di profughi, numeri simili e anche più grandi nei paesi vicini ) accogliendo infatti 100mila richiedenti asilo di cui la maggioranza sono migranti economici che aspettano negli hotspot e nei CIE per essere identificati e rimpatriati . Fonte 1, 2, 3.
Analizziamo la situazione e le possibili soluzioni. Il canale migratorio libico non può essere fermato finché non ci sarà un intervento militare che stabilizzi e fermi il traffico di esseri umani. Per poter intraprendere una qualsiasi soluzione serve innanzitutto tutto un interlocutore affidabile in Libia ed è quello che sta cercando l'Italia con il nuovo governo libico di unità nazionale formatosi grazie anche al ruolo importante dell'Italia. Infatti le coste libiche attualmente sono controllate da gruppi criminali oltre che terroristi,mentre i 'governi' (Tripoli e quello riconosciuto di Tobruk) che si spartiscono il paese hanno poco controllo su di esso, un intervento sembra ora più vicino ma prima il governo di Tripoli si era opposto fortemente a ciò(e oggi i più duri di questa fazione ancora sono contrari), intervenire ci avrebbe quindi posto contro buona parte del paese col rischio anche di perdere e molti soldi spesi . Per l'Italia è indispensabile infatti che la Libia non rimanga un failed state. Avere un governo funzionante a Tripoli è infatti l'unico modo per poter controllare i flussi migratori e per garantire gli investimenti e le esportazioni di gas e petrolio dell'ENI. Le azioni di questo governo (a fronte di una contropartita, è evidente) potrebbero avere pesantissime e molto positive ripercussioni sulla politica interna italiana: si pensi per esempio a quanto la questione immigrazione sta spostando a destra gli italiani e istigando sentimenti anti-europei e xenofobi che erano molto ma molto più marginali fino a 5-6 anni fa. Si è visto (Albania e per un breve periodo anche Libia di Gheddafi) che l'unico modo di ridurre sensibilmente i barconi è collaborare con governo, intelligence e FFOO locali e pattugliando le loro acque territoriali. Al contrario per Parigi e Londra la Libia è un teatro secondario dove a fronte di pochi rischi c'è molto da guadagnare. Se anche la Libia si somalizasse infatti per gli anglofrancesi non sarebbe un problema drammatico, non avendo grossi interessi economici nè confini marittimi. Possono quindi intraprendere politiche muscolari per soddisfare la loro opinione pubblica (mediamente più interventista della nostra), per combattere l'ISIS(che, dopo Parigi, la Francia vede come un problema molto maggiore di quanto lo sia per noi) e per acchiappare qualche barile di petrolio a scapito dell'ENI, dovessero le cose andar bene Fonte 4, 5.
I recenti passi avanti stanno aprendo la strada ad operazioni più capillari contro i trafficanti Fonte 6, 7, 8, 9
La recente formazione del governo di Serraj in Libia ha dato finalmente la possibilità di interloquire con un rappresentante valido in Libia, le precedenti proposte ora sono quindi nella fase organizzativa ed infatti il governo Gentiloni ha dato molto rilievo alla questione come parte del suo mandato, con brevi ricerche potete approfondire meglio cosa stanno organizzando il nuovo governo e l'Europa in merito proprio ora.
Piccola nota sul programma della Lega Nord in merito Fonte 10
Nel paragrafo successivo il programma sostiene la necessità di siglare accordi bilaterali proprio a questo scopo..
Esattamente ciò che sta facendo attualmente l'Italia, non esistono alternative alla gestione dei rifugiati finché non vengano firmati accordi in Libia, premessa a ciò è la stabilizzazione del paese, via che si sta progressivamente attuando. Per fare un esempio sul fatto che non siamo gli unici, anche l'Australia applicava un'operazione simile a Mare Nostrum fino a pochi anni fa (con numeri anche relativamente più alti in relazione alla popolazione autoctona), l'operazione No Way è iniziata dopo solo grazie alla firma di accordi con i paesi da cui partivano i migranti (accordi simili a quelli che avevamo con Gheddafi e a quelli che sta cercando di portare attualmente avanti l'Italia con la Libia). Per approfondire Fonte 11
ECONOMIA
Ora concentriamoci sull'immigrazione regolare. Questa è la più chiara e accessibile raccolta di studi sul tema, in particolare lavoro e salari, che ho trovato:
Un interrogativo ancora senza risposta preoccupa con intensità sempre maggiore l’opinione pubblica nell’ultimo periodo: l’immigrazione migliora o peggiora le già precarie condizioni economiche italiane? Sebbene non esista una posizione universalmente accettata, è facilmente riscontrabile una certa dose di scetticismo circa un impatto positivo degli immigrati, che si tratti di un dibattito televisivo o di una discussione tra amici al bar. Tale riluttanza nel considerare gli immigrati come risorsa potrebbe essere in realtà ingiustificata, e risulta quindi utile provare a mettere ordine nei dati disponibili per fare chiarezza su quale sia stato l’impatto reale dell’immigrazione sulla nostra economia fino ad oggi. Gli immigrati rubano il lavoro ed abbassano il livello degli stipendi italiani? Non proprio Gli studi sui salari e sul mercato del lavoro in Italia tendono a non trovare, in linea generale, un effetto negativo significativo dell’immigrazione su occupazione e stipendi dei lavoratori nativi. Più nel dettaglio, si può osservare che queste due variabili non vengono sostanzialmente influenzate dalla presenza di lavoratori stranieri, o in alcuni casi l’effetto è addirittura positivo. Una conferma empirica a ciò si trova in un recente studio (Etzo, Massidda and Piras, 2015) che si concentra sull’occupazione dei nativi e sulla creazione di nuove aziende. Viene negata qualsiasi forma di “displacement effect” (sostituzione immigrati-nativi nella forza lavoro) per i lavoratori low-skilled, mentre l’effetto per gli high-skilled è stimato essere perfino positivo. Inoltre, per quanto riguarda le dinamiche industriali, l’effetto dell’immigrazione sul numero delle nuove aziende è positivo e significativo a livello nazionale. Più nello specifico, l’impatto maggiore si ha nelle province meridionali. Risultati simili sono presenti in precedenti ricerche empiriche sulla realtà italiana. Romiti (2011), usando i dati INPS (1995-2004), identifica un caso di sostituzione non ottimale tra immigrati e nativi a parità di livello di abilità, ma un alto grado di complementarità tra lavoratori high e low-skilled. Uno dei risultati più interessanti è che la categoria più colpita dai flussi migratori del periodo considerato sono gli stessi immigrati low-skilled, il cui salario medio è diminuito dell’1% negli anni presi in analisi. Bettin et al. (2014), grazie ai dati derivanti dalla nona indagine di Capitalia (2001-2003), confermano la complementarità dei lavoratori immigrati rispetto sia ai colletti blu che ai colletti bianchi nativi. In ogni caso, gli autori segnalano come questo risultato sia soggetto all’intensità dei flussi, e che quindi una crescente presenza di immigrati nella forza lavoro comporti un adattamento dell’industria nazionale verso la produzione in settori che richiedono l’utilizzo di tecniche produttive meno raffinate. Altra conferma empirica deriva dall’analisi di Gavosto et al. (1999) sull’impatto dei lavoratori stranieri sul mercato del lavoro italiano. In particolare, grazie ai dati INPS, viene investigato nuovamente l’effetto di displacement, confermando la complementarità descritta in precedenza e di conseguenza l’effetto positivo sugli stipendi dei nativi. Tale risultato è particolarmente significativo nelle piccole imprese e nel Nord. Gli autori ipotizzano come tale effetto positivo sia dovuto a vincoli produttivi spesso presenti a livello corporate: le aziende non possono espandere la loro produzione in quanto non sono presenti lavoratori autoctoni disposti a svolgere determinate mansioni, normalmente di tipo low-skill. Di conseguenza, la complementarità sopra descritta deriva dal fatto che la nuova forza lavoro derivante dall’immigrazione è in grado di riempire questo “buco” produttivo. A conferma di questa ipotesi, gli autori trovano una percentuale limite di lavoratori stranieri al di là della quale i flussi migratori cominciano ad avere un effetto negativo sugli stipendi. È importante sottolineare come i risultati sopracitati derivino da ricerche sull’impatto dell’immigrazione precedenti alla situazione che stiamo vivendo negli ultimi mesi, quindi non possiamo essere certi degli effetti attuali e futuri dei nuovi flussi sulla nostra economia. Comunque, i dati nazionali degli ultimi 5 anni (Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione, 2015) sembrano confermare i principali trend descritti in precedenza. Infatti, lo 0,3% di crescita del livello di occupazione nel 2014 è dovuto esclusivamente all’occupazione straniera, ed è completamente indirizzato ai settori low-skill; il 70% dei lavoratori stranieri sono classificati come forza lavoro industriale (un esempio importante è il settore agricolo, che ha visto un 0,2% di lavoratori nativi in meno, ma un 13,8% di lavoratori stranieri in più). Inoltre, essi tendono ad avere ruoli quasi esclusivamente di dipendenti, e solo nello 0,9% dei casi si trovano in posizioni dirigenziali. Di conseguenza, si può dire che il profilo medio del lavoratore italiano rispetto a quello del lavoratore straniero è decisamente differente. Gli immigrati hanno un costo superiore rispetto ai loro contributi? Non verissimo Il report annuale più recente sull’economia dell’immigrazione (Fondazione Leone Moressa, 2015) ci permette di analizzare l’impatto dei lavoratori stranieri sulla finanza pubblica italiana. Su 5 milioni di residenti stranieri, 3,46 sono contribuenti, per un totale IRPEF di 6,8 miliardi di euro. Se a ciò si aggiungono il resto delle entrate relative ai non-nativi (i cosiddetti foreign born) si arriva a 16,5 miliardi. Considerando che invece i costi sono 12,6 miliardi, il bilancio finale è nettamente positivo. Tale situazione ha una spiegazione demografica: la presenza degli over 75 nella popolazione italiana è del 10%, mentre tra gli immigrati è solo del 1%. Questa disparità ha ovvie conseguenze in termini di trasferimenti di welfare, specialmente in nazioni come la nostra in cui la spesa pubblica è largamente indirizzata verso il sistema pensionistico e la previdenza sociale. Gli immigrati sono spesso in età lavorativa e quindi contribuenti, mentre una proporzione decisamente minore gode dei benefici legati alla tarda età. Conclusioni analoghe sull’impatto positivo dell’immigrazione sulla sostenibilità della nostra spesa pubblica si possono trovare in ricerche precedenti, tra cui Devillanova (2008) e Coda Moscarola (2003). Infine, la nostra popolazione in età da lavoro è in declino. Presto o tardi, la nostra crescita economica verrà inevitabilmente ostacolata, mettendo a repentaglio la sostenibilità del sistema pensionistico italiano. Considerato quanto detto sopra, un mix di politiche mirate ad innalzare il tasso di occupazione nei periodi di saldo demografico negativo può difficilmente influenzare positivamente produttività e crescita. Anche in questo senso, una possibile soluzione potrebbe consistere nel compensare questa tendenza negativa con una maggiore presenza di immigrati nella nostra forza lavoro. Con tutta la cautela necessaria nell’estendere tali risultati alla situazione attuale, l’esistenza di una folta letteratura a sostegno di un impatto positivo dell’immigrazione sull’economia italiana è innegabile. Di conseguenza, trascurare completamente questi lavori empirici sarebbe un grosso errore. È tempo che l’Europa, ma soprattutto l’Italia, comincino a considerare tale fenomeno come una grande opportunità per affinare le sinergie e le complementarità che derivano dalla diversità, invece che speculare sulle fobie che essa può generare. Fonte 12
Non sono studi di parte ma in linea con le rilevazioni a livello internazionale; è sempre la lump of labor fallacy, termine su cui potete trovare molti articoli di approfondimento online senza che vi debba indirizzare in modo preciso Fonte 13
Sull'aspetto demografico ricordo che l'obiettivo a cui tende l'mmigrazione (e sottolineo 'tende') non è una crescita illimitata della popolazione ma la compensazione della piramide demografica a fronte degli effetti dovuti all' invecchiamento della popolazione, infatti come indicano le proiezioni demografiche in uno studio a riguardo mantenendo gli attuali livelli di immigrazione la popolazione si stabilira' sui 40mln di persone tra qualche decennio, l'immigrazione inoltre non compensera' la piramide demografica ma contribuira' comunque a ridurre gli effetti negativi del suo mutamento. C'è chi risponde proponendo pesanti politiche pro-natalità ma non esiste paese in cui abbiano funzionato da sole, la Francia per esempio è il paese che spende la più alta percentuale di PIL al mondo per questi incentivi che uniti all'immigrazione di massa(gli immigrati infatti fanno piu figli alle prime generazioni, poi si adeguano velocemente ai tassi di natalità autoctoni secondo i dati) non hanno permesso di raggiungere un tasso di ricambio della popolazione sufficente (sono arrivati ad un tasso di natalità pari a 2,0 mentre il tasso di ricambio minimo è 2,1 e ciò nonostante un sistema 'dopato' anche dall'immigrazione). Le politiche pro-natalità oltre ad essere costose (le spese per la gestione dei migranti in confronto sono effimere) hanno come obiettivo lo stop dell'invecchiamento della popolazione,evitare quindi una società dove pochi giovani mantengono molti vecchi(che oltre a pensioni necessitano per esempio di molti piu servizi sanitari) incrementando il debito pubblico quindi è assurdo cercare di evitare ciò facendo ulteriore debito con costose politiche famigliari per creare almeno il primo sistema pro-natalità funzionante (per cui dovremmo spendere moltissimo). Gli immigrati(parlo dei regolari ovviamente) risolvono il problema perché non necessitano di queste spese e sono pronti gi al lavoro,un sistema di ricambio funzionale deve quindi necessariamente unire immigrazione a politiche pro-natalita., Fonte 14, 15
Looking at data currently available regarding France’s population, the code de la famille would hint at success. Frances fertility rate has risen from 1.67 in 1992 to 1.98 today and, whilst this is still below replacement level, it indicates that the code de la famille is raising the fertility rate as desired. However, the cost of this pro-natalist policy is diminishing its success. Given France’s current budget deficit of 7.5% its GDP and the current situation regarding the euro, the country could struggle to fund the pro-natalist policies in the near future, which could limit its success and ultimately result in the policy failing, worsening the issue of paying for the elderly’s social care. There is evidence to suggest that some of the improvement in Frances fertility rate is due to immigration and not due to the pro-natalist policy. When immigrants arrive in France, they are generally young and of child bearing age which could be causing the improved fertility rate instead of the pro-natalist policies. However, France’s net migration rate is only 1.46 migrants per 1,000 of the population which wouldn’t be high enough to effect the total fertility rate to the extent it has been. Overall, the success of the policy is debatable. The policy is costing the government billions of euros on top of what it is costing the government to support the ageing population. The UN is predicting that the population will not increase to the desired amount and analysts predict that France will not be able to raise the fertility rate above the replacement level. The French government, on the other hand, argues that they will reach their goal of 75 million by 2050 using data collected by the itself. It’s difficult to tell whether the French government’s data is truthful however as, if the pro-natalist policy is not working, it could be damaging to the government’s integrity revealing this. Judging by the available data though and the predictions put forward by the UN, it would seem that the policy is going to receive little success. The population will only increase by 0.6 million between 2030 and 2050 and the fertility rate is not expected to exceed the replacement level. This, combined with the high cost makes the population seem relatively unsuccessful in the long run. Fonte 16
Parliamo di cifre intorno ai 100 miliardi di euro, non è stato ottenuto nessun risultato se non quello di indebitare ancor più la Francia. Vogliamo imitarli? Per i risultati ottenuti è stato anche dannoso poiché nell'ottica di ottenere una società più giovane che abbia meno vecchi da mantenere e quindi ridurre il debito pubblico lo ha invece solo aumentato. Il problema è legato al modello di famiglia che si impone nella società industrializzata, paesi come Iran e Giappone ora hanno crescita negativa come gli europei e secondo le previsioni demografiche ciò accadrà anche per gran parte dell'Asia e Nordafrica verso il 2050 e per il resto dell'Africa verso il 2100 Fonte 17
Riguardo il welfare state può esistere la legittima preoccupazione secondo cui gli immigrati prendano più di quanto offrano ma questa è una delle altre questioni che meriterebbe un'analisi più ampia e scientifica oltre esempi episodici. Un'analisi della letteratura in merito in Europa dà risultati misti sia in positivo che in negativo ma che gli immigrati siano un grande costo è completamente da escludere. Questo è il più recente studio sulla questione ( offre anche una panoramica sulla letteratura in merito), lo studio mostra che in Italia il contributo degli immigrati è positivo. Fonte 18
CRIMINALITA'
Secondo il documento redatto dal Viminale, circa il 35% dei reati è commesso da immigrati ma sono perlopiù gli irregolari a commettere crimini mentre il tasso di criminalità tra i regolari in media è pari a quello italiano; circa l'80%% dei crimini commesso da immigrati è infatti commesso da irregolari (che costituiscono solo il 6% della popolazione immigrata) in poche parole la probabilità di commettere un crimine per un immigrato irregolare è più di 10 volte quella di un regolare che invece ha tassi di criminalità uguali o inferiori a quelli italiani. Per gli immigrati regolari il tasso di criminalità è tra 1,23% e 1,4% contro lo 0,75% italiano ma gli immigrati sono molto più giovani e ciò influisce, approfondiamo perciò i dati : per la fascia di età 18 – 44 anni, è del 1,50% per gli italiani e del 1,89% per gli immigrati regolari; per quella 45 – 64 anni, è dello 0,65% per gli italiani e dello 0,44% per gli immigrati regolari: per gli over 65 è dello 0,12% sia per gli italiani che per gli immigrati regolari. Sulle differenze che si riscontrano mettendo a confronto la fascia d'età 18-44 pesa, tuttavia, il fatto che non pochi reati sono connessi a violazione delle leggi sull’immigrazione che incidono per il 16,9% delle denunce. Se non si considerano questi reati, il tasso di criminalità diventa sostanzialmente uguale o leggermente inferiore a quello degli italiani. Perché tutto ciò? La condizione d' irregolarità aumenta di molto il rischio di coinvolgimento in attività criminali,poiché preclude l' accesso a opportunità di guadagno lecite , aumentando la propensione a delinquere. A riprova di ciò si può analizzare la regolarizzazione e il cosiddetto click day 2007,nel primo caso si osserva che dopo una sanatoria il tasso di criminalità diminuisce, in particolare nelle province dove una maggiore quota di immigrati irregolari ha ottenuto il permesso di soggiorno. Così anche in occasione del click day 2007: il rifiuto del permesso di soggiorno (e quindi dello status legale)solo per aver presentato la domanda con pochi minuti di ritardo raddoppia o triplica la probabilità di commettere crimini. In conclusione i maggiori rischi per la sicurezza derivano non tanto dall' immigrazione in sé, quanto dalla presenza degli irregolari e nel corso degli ultimi decenni tale componente è stata alimentata, quasi paradossalmente, dalle politiche migratorie restrittive, che hanno imposto un duro contingentamento del numero di permessi di soggiorno a fronte di un continuo aumento delle pressioni migratorie verso l'Italia. Fonte 19, 20, 21.
In Germania ultimamente si è posta l'attenzione sui rifugiati ma anche lì le tendenze sono simili. Rifugiati e immigrati irregolari commettono il 3,6% delle violenze sessuali e rappresentano il 2% della popolazione , c'è quindi di nuovo una sovrarappresentazione degli immigrati irregolari mentre d'altra parte i rifugiati regolari non sono sovrarappresentati Fonte 22, 23, 24
Criminalità nel corso degli anni
Per la verità, per dire se i crimini sono aumentati non è necessario raccogliere dati o fare ricerche bibliografiche. Basta un po' di buon senso. In ogni popolazione umana vi sono sempre un certo numero di persone che, magari solo per una breve fase della loro vita, commettono reati. Dunque, se centomila, cinquecentomila o un milione di persone immigrano in un paese possiamo stare certi che in questo paese aumenterà il numero dei reati (anche se gli immigrati ne commettono meno degli autoctoni), così come aumenterà il numero delle nascite, delle morti e dei matrimoni o la domanda di abitazioni, di auto, di scarpe o di pomodori. Abbiamo invece bisogno di raccogliere e di analizzare informazioni di carattere statistico per dire se i tassi di criminalità sono aumentati o meno. Ma ci bastano i dati sull'andamento della criminalità comune. Guardandoli ci accorgiamo che contrariamente a quanto si pensa, il tasso di furti, di rapine e di omicidi è più basso che nel 1991. Dal 1991 al 1998 il tasso degli omicidi è continuamente e sensibilmente diminuito. Quello dei furti e delle rapine ha subito una rilevante flessione dal 1991 al 1995 ed è risalito nei tre anni successivi, ma resta inferiore a quello del 1991. Anche in Italia vi è stato un fortissimo aumento di questi reati. Ma questo si è verificato a partire dal 1969-70. Il numero dei reati ha avuto da allora delle oscillazioni di natura ciclica. Sia per i furti che per gli omicidi, il primo ciclo è durato fino al 1986 ed è stato contraddistinto da una fase di fortissima espansione seguito da una di contrazione più contenuta. Il secondo ciclo si è aperto nel 1987 ed è ancora in corso. Ma le curve delle sue oscillazioni sono molto meno ripide di quelle del ciclo precedente. Detto in altri termini, è nella fase di espansione del primo ciclo, terminata nel 1976 per i furti e nel 1982 per gli omicidi, che la criminalità ha avuto un aumento che non è esagerato definire storico. I tassi di criminalità sono costantemente diminuiti fino al 2008 , i furti hanno poi ripreso ad aumentare con la crisi economica (mentre omicidi e furti d' auto sono continuati a diminuire ) per poi riprendere a scendere nel 2016 . Fonte 25, 26
Anche nel resto d'Europa la criminalità è diminuita e sta diminuendo Fonte 27
INTEGRAZIONE
Qui oltre a dati vorrei esprimere delle mie opinioni, per semplificare e stringere il discorso mi concentro sull'integrazione dei musulmani, sia per l'attenzione che recentemente l'opinione pubblica ha incentrato su di loro sia per effettivi aspetti caratteristici delle loro culture che li rendono più lontani di noi di quanto siano altre etnie. Che cos'è l'integrazione? Come l'integrazione potrebbe essere unidirezionale e perchè non dovrebbe esserci il rischio che la nostra società europea si macchi irrimediabilmente? Parliamo dei mussulmani, la quintessenza del diverso se rapportati alla società europea e quindi utile caso limite per analizzare l'integrazione: si stanno veramente imponendo su di noi? in che posizione sono rispetto a noi e come possono rapportarsi ai valori della nostra società?Costituiscono un pericolo? Per affrontare però chiediamoci prima: chi siamo noi? Il nostro modello è quello della società liberale e laica che a differenza di società illiberali, come quella saudita, rispetta l'individuo quindi una società aperta dove un individuo risulta integrato se rispetta questa scaletta:
1) Nulla impedisce di cercare nella religione “il senso” della vita e della morte, anche perché la scienza non è in grado di definirlo. Le religioni offrono il senso, e lo definiscono entro i confini della fede. Se così non fosse, se si potesse rispondere alla domanda di senso fuori dalle fede, anche la scienza potrebbe offrire il senso.
2) Non si può dimostrare (attenzione “dimostrare” non “rivelare”) che la risposta all'offerta di “senso” di una religione sia meglio di quella offerta da un'altra. Ammettendo questo, si rispetta l'Altro.
3) E qui arriva la parte complessa. Non siamo, come potrebbe sembrare, nel campo in cui tutto si equivale. Se la religione offre senso, ma non si ha modo di affermare che una religione è meglio di un'altra, ecco che si deve accettare la separazione del campo spirituale da quello temporale. Laddove ognuno può comportarsi come meglio crede.
4) In questo modo tutto ciò che non nuoce ad un altro è lecito. Siccome il qualcun altro è un individuo, non sono ammesse le limitazioni alle sue libertà, come avviene con gli umani di genere femminile in alcune religioni, l'opposto quindi della società saudita dove l'individuo non è integrato se accetta i valori liberali ma se rinuncia a tutto convertendosi alla religione di stato.
Chi sono invece loro?
Si dice che i mussulmani non sono compatibili con i valori liberali cadendo nell'errore di far equivalere tutto il mondo mussulmano al wahabismo saudita quando invece non è così, anzi è il contrario, il mondo mussulmano è molto variegato e litigioso e assolutamente non omogeneo. Gli immigrati mussulmani sono perlopiù marocchini, tunisini e algerini paesi dove la libertà religiosa c'è ed esiste inoltre in Marocco recentemente è stato vietato a cariche religiose di fare politica poi se in Italia ci sono solo 4 moschee ufficialmente riconosciute in Marocco ci sono molte di chiese, cattedrali e scuole cristiane a fronte di una popolazione cristiana minore percentualmente ai mussulmani qui presenti, in Tunisia il velo è vietato a scuola, in Algeria il 34% dei parlamentari è donna; è vero che sono paesi molto religiosi rispetto a noi oggi dove c'è ancora il reato di blasfemia (abolito da noi pochi decenni fa) ma quanto detto rende quantomeno compatibili loro con i valori liberali. Vorrei soffermarmi ancora sui mussulmani immigrati citando qualche dato: in Francia, paese che vive l'immigrazione da qualche decennio in più di noi ed è oggi il paese europeo con la più alta percentuale di immigrati mussulmani, il 20% dei delle persone con origine musulmana è già diventato ateo quando in contrasto il 28% delle persone senza origine musulmana è ateo, di quelli rimasti musulmani solo il 5% frequenta la moschea regolarmente, questi hanno poi opinioni su questioni socio-culturali come omosessualità simili ai Francesi, dati simili in Germania, in Inghilterra l'80% dei giovani mussulmani supporta matrimoni gay e diritti civili, negli Stati Uniti il 42% dei musulmani supporta i matrimoni gay (valore superiore a quello dei cristiani evangelici, pari a quello degli Afro-Americani e leggermente inferiore a quello dei bianchi che è 57%) e il 28% di coloro nati musulmani diventa ateo. Per questi motivi più che di islamizzazione è corretto parlare di 'ateizzazione'. Fonte 28 , 29 (ultima pagina), 30, 31
Aggiungiamo cosa sta succedendo in Arabia Saudita Fonte 32 e capisce che parlare di Eurarabia e distruzione della nostra cultura è insensato, l'invasione culturale è quasi opposta.
SINTESI
Per fermare gli sbarchi sono necessari accordi bilaterali con un governo libico, processo tutt'ora in corso. L'immigrazione regolare è una grande risorsa economica e non esiste correlazione tra criminalità e immigrazione regolare. Eurarabia è un mito, i musulmani si stanno effettivamente integrando, seppur più lentamente rispetto agli altri, nelle nostre società liberali e democratiche.
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2015.10.20 19:01 dediana ESPAÑA VA BIEN?

Hoy he leido este post firmado Agenor en unl blog italiano: Goofynomics se llama de Alberto Bagnai. Es el blog de economia politica más leido en Italia. Creo que merece la pene que los de Podemos puedan leerlo y opinar. Hace un resumen muy bien documentado de la situación economica española. No han salido los gráficos pero me parece que se entiende igual. Los que quieran ver los gráficos pueden ir al blog y además del texto en italiano hay también un link a la versión española que es la que yo he copiado.
“España va bien”
Ya nadie se atreve en España a utilizar explícitamente el eslogan con el que José María Aznar pretendía callar cualquier voz crítica con su gobierno, proclamando que “España va bien” y punto. Sin embargo, este es el mensaje que implícitamente se intenta vender en estos meses de acercamiento a la campaña electoral para las elecciones generales de diciembre. El debate sobre la economía se vuelve más animado, pero no más informado. España es el país en que menos se habla del problema fundamental de la economía europea: la unión monetaria, su instabilidad, ineficiencia y difícil sostenibilidad.
Siete años después de caer en recesión el país todavía no ha recuperado su nivel de PIB de 2008. Nunca en su historia vivió una recesión más larga. El país que más ha sufrido los excesos y los defectos de este sistema monetario, es también el que menos parece estar dispuesto a ponerlo en discusión. Y eso que bastaría con preguntarse por qué España ha sufrido, y está todavía sufriendo, una pérdida de riqueza, empleo y derechos más grande que en los otros países.
Desde que se estableció la moneda única, eliminando el “riesgo de cambio”, los flujos de capitales dentro de la unión monetaria se dispararon, creciendo de un 500% en 6 años. La mayoría de estos flujos iban hacia España. Sería muy bonito pensar que lo hacían porque este país tan maravilloso, en tantos aspectos, ofrecía las mejores oportunidades de inversión. Desgraciadamente, la “ciencia triste” nos explica que esto se debía a los diferenciales de inflación que determinaban que la misma tasa de interés nominal, fijada por el BCE, se tradujera en una menor tasa de interés real en los países con más alta inflación, como España, y mayor en los con inflación más baja, como Alemania. Esto produjo un círculo vicioso de más capitales, más demanda, más inflación, menor tasa de interés real, que a su vez atraía más capitales, etc…
Todo seguía ante la indiferencia, o peor aún la complacencia, de los reguladores nacionales y sobre todo europeos. Los primeros glorificaban que “España va bien”, los segundos que esto era la prueba de que la integración económica europea estaba funcionando. Nadie se había preocupado de que desequilibrios tan enormes en las balanza de pagos de las economías podrían estallar dejándoles en ruina.
Cuando el pánico llegó en los mercados financieros, después de la quiebra de Lehman, el juguete europeo se rompió, y países como España se encontraron de repente con déficits de cuenta corriente sin precedentes. Todos aquellos capitales que entraban de forma tan masiva para sostener aquel déficit de cuenta corriente, dejaron de hacerlo. Este es el típico momento en que ocurren las crisis de balanza de pagos: el país que ha acumulado un déficit comercial pierde la fuente exterior que lo sostenía y necesita urgentemente recuperar competitividad y absorber el déficit. El país que ha acumulado un surplus de cuenta corriente, en cambio, no tiene ninguna presión para absorberlo igual de rápido. La receta estándar en estos casos, que el FMI aplica casi siempre, prevé recortes fiscales, para moderar la demanda interna, y devaluación de la moneda, para recuperar competitividad externa. El problema de España es que, sin salirse de la unión monetaria, no disponía de la segunda medida.
Entonces, cómo se recupera rápidamente competitividad relativa, perdida durante una década de diferenciales de inflación, sin disponer del instrumento estándar de la tasa de cambio? Pues con la deflación salarial. Y esta es una decisión política, aunque se disfrace de inevitabilidad técnica. En un primer momento, millones de trabajadores son expulsados de aquellos sectores anteriormente sostenidos por los capitales ahora desaparecidos. Esto de por sí aumenta la presión sobre los que trabajan para que acepten un salario más bajo. Si esto no basta, se introducen duras reformas de la legislación laboral, para abaratar ulteriormente el coste del trabajo y reducir la protección jurídica de los trabajadores. Los millones de parados allí fuera que están deseando tu puesto, te convencerán de que aceptes ser pagado menos, para trabajar más, y con menos derechos.
En teoría, el gasto público en seguridad social podría jugar un papel compensatorio, pero así no ha sido. Se habla mucho de “austeridad”, sin embargo no es propiamente correcto decir que en estos años los Gobiernos españoles hayan practicado “austeridad”, en el sentido de un recorte del gasto público y de una reducción del déficit. Ha ocurrido más bien lo contrario. Al principio de la crisis España partía de uno de los niveles de deuda pública más bajos de todo el mundo: 35% del PIB en 2007. Desde entonces ha tenido un déficit promedio anual del 8% del PIB, nivel prácticamente único en toda Europa, bien superior al límite del 3% y de cualquier criterio que pueda definir una política de consolidación presupuestaria.
España ha triplicado su nivel de deuda pública, pero esto no ha ayudado a disminuir el paro, sino todo lo contrario: en el mismo periodo en que la deuda publica triplicaba, la tasa de paro también triplicaba! A frente de un estímulo fiscal promedio del 8% durante los últimos 8 años, un crecimiento promedio negativo (es decir recesión) en el mismo periodo es realmente escalofriante. Que este año la economía vuelva a crecer, a frente da un estímulo fiscal de aquellas dimensiones, no basta para considerarse fuera de la crisis. Si se mira a la situación con un mínimo de frialdad, se ve la historia de un fracaso macroeconómico.
Desde el punto de vista del ajuste macroeconómico, en España han pasado fundamentalmente dos cosas. Primero, la deuda pública ha sustituido la enorme deuda privada de los años anteriores a la crisis. Esta cantidad enorme de gasto público no ha sido dirigida a la economía real, sino a tapar los agujeros de los bancos privados.
Figura 1: Endeudamiento público y privado, anual en % del PIB.
Fuente: FMI, Abril 2015.
Pero atención: no de los bancos españoles, que actuaban como simples intermediarios, sino de los bancos de otros países de la zona euro, cuya exposición hacia España y hacia su burbuja inmobiliaria alcanzó niveles sin precedentes en la historia europea. A principio de 2008, la exposición de los bancos de otros países de la zona euro hacia los bancos españoles, o sea los capitales privados que entraban en el país, era igual a la mitad de todo el PIB de España. La mitad de estos capitales, iguales a una cuarta parte de todo el PIB español, venia de bancos alemanes. Esto quiere decir que la burbuja inmobiliaria española fue el plato rico en el que todos los bancos de la zona euro, y de otros países en particular, comían.
Una vez estallada la crisis, sin embargo, estos bancos, sobe todo alemanes, fueron de hecho rescatados con dinero público español que sirvió a tapar sus agujeros, pasando por los bancos españoles, que sólo fueron unos intermediarios. Sin entender este proceso, se seguirá fomentando una estéril guerra interna a España, en la que los ciudadanos acusan a los políticos por los recortes, que acusan a los bancos por los rescates, que piden más sacrificios a los ciudadanos para ser más competitivos, sin darse cuenta de que el botín acabó al extranjero.
El resultado es el enorme lastre de una deuda pública triplicada en 7 años, que a partir de ahora los ciudadanos españoles tendrán que soportar y empezar a pagar (da igual si juntos o por separado, con partes del territorio que proclamen su independencia o menos…). Sea cual sea el gobierno que salga de las generales, no tendrá más remedio que empezar a ajustar las cuentas, y, frente a tasas de crecimiento que nunca podrán compensar el endeudamiento promedio de los 8 años anteriores, tendrán que recortar significativamente todo tipo de inversión pública y subir impuestos. La verdadera austeridad en España está todavía por llegar.
El segundo proceso que ha ocurrido es un abrupto ajuste de la balanza por cuenta corriente del país. Este ajuste se ha realizado comprimiendo la demanda interna, deprimiendo la economía, y destruyendo potencial de crecimiento. La casi perfecta simetría entre el output gap y la balanza por cuenta corriente nos cuenta que este ajuste ha sido puramente cíclico y no estructural.
Figura 2: Balanza por cuenta corriente y output gap, anual en % del PIB.
Fuente: FMI, Abril 2015.
Qué quiere decir esto? Simplemente que la capacidad estructural de mejorar su productividad relativa a nivel internacional no ha cambiado, que su balanza comercial sigue dependiendo evidentemente del nivel de renta de la población, y que su déficit de competitividad exterior sigue siendo el mismo y ligado simplemente a la capacidad y voluntad política de empobrecer los ciudadanos para que tengan menos poder adquisitivo y entonces importen menos. Como consecuencia, la posición de inversión internacional neta de España empeora año tras año y es ya la segunda peor de toda la zona euro.
Nada ha cambiado en España ni en la unión monetaria europea que pueda hacer más sostenible la permanencia del país en la zona euro. La actual clase política española en su totalidad, al no querer poner en discusión la permanencia del país en esta unión monetaria, está asumiendo hoy una terrible responsabilidad. Nadie está dispuesto a mirar al corazón del problema, a abrir un debate sobre los costes y los beneficios de la permanencia en la unión monetaria, y el nivel de la discusión económica es realmente lamentable. Todo esto no es de buen agüero para las próximas elecciones generales ni para el futuro del país.
De no admitir que este sistema de cambios fijos está estrangulando el país y sus ciudadanos, España se enfrentará durante las próximas décadas a crisis periódicas de pérdida de competitividad, que solo podrán ser resueltas por más devaluación interna, más paro, más recortes de salarios y derechos, más empobrecimiento, y más emigración forzada de sus jóvenes mejores. Hacer caso omiso a esta clarísima perspectiva, en virtud de cualquier tipo de arma de distracción masiva (sea la corrupción, sea la cuestión territorial, sea el cuento de que “España va bien”), es la receta perfecta para condenarse a ser un país en vía de subdesarrollo.
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